VLAD DRACULA
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musical

domenica 12 febbraio  2023

VLAD DRACULA

il musical

scritto e diretto da Ario Avecone
canzoni originali di Simone Martino e Ario Avecone
testo di Ario Avecone e Manuela Scotto Pagliara
musiche di scena di Ario Avecone
con
Christian Ginepro
(Van Helsing)

Luca Giacomelli Ferrarini Myriam Somma Francesco Antimiani Beatrice Baldaccini
(Jonathan) (Mina) (Vlad Dracula) (Justina)
Antonio Melissa Valentina Naselli Paolo Gatti Jacopo Siccardi Riccardo Sarti
(Renfield) (Lucy) (Seward) (Strattford) (Renfield-X)
Ensemble:
Eleonora Segaluscio Giovanni Quaranta Arianna Ricciardi
Giovanni De Filippi Cassandra Pepe
Aiuto Regia e Dinamica scenica Antonio Melissa
Scenografie Dario Matrone
Costumi Myriam Somma
Luci Alessandro Caso
Vocal Coach Adriano Scappini / Acting Coach Antonio Speranza
Amministrazione di Compagnia Dario Matrone e Rossella Massari
Scenotecnica Dietro le quinte
Booking Giovanna Gattino e Dario Matrone
Marketing Giovanna Gattino
Coordinamento tecnico Alessandro Caso
Direzione Tecnica di compagnia Antonio Buonincontri
Direzione Audio e Fonica Enzo Siani
Foto in studio Eolo Perfido / Foto di scena Valerio De Felicis
Video Guglielmo Lipari
Ufficio Stampa Lia Chirici VerbaVolant

Chi non conosce Dracula, diabolico vampiro nato dalla penna di Bram Stoker nel 1897?
Protagonista indiscusso della letteratura inglese di fine ottocento, ispirato alla storica figura del Principe di Valacchia Vlad III e dotato di grande fascino, Dracula non solo rappresenta il vampiro per antonomasia ma è anche una delle maggiori incarnazioni del male: attrae e terrorizza, seduce e uccide.
Protagonista di una serie infinita di adattamenti teatrali e cinematografici e fonte inesauribile di ulteriori opere letterarie, che l’hanno fatto conoscere anche ad un pubblico per il quale non era stato inizialmente pensato, ha resistito nel tempo, immortale, un po’ come il suo personaggio. “Vlad Dracula” nasce dalla volontà di Ario Avecone (“Murder Ballad”, “Amalfi 839AD”, “Rebellion”, “That’s Amore!”), regista e autore del libretto e di parte delle musiche, di voler
innovare l’iconico racconto di Bram Stoker e di volergli offrire una nuova prospettiva. Qui il regista, da sempre attento a ricercare nuove forme di linguaggio teatrale, si avvale della collaborazione del Maestro Simone Martino (“Roma Opera Musical”, “Beatrice Cenci”, “Canto di Natale”, “S.Michele l’Angelo dell’Apocalisse”, “La Sirenetta”) autore di parte delle canzoni originali e di Manuela Scotto Pagliara per la parte letteraria e l’editing.
La colonna sonora in stile hollywoodiano, strizza l’occhio ai grandi compositori da film. Le canzoni originali attraversano con eleganza tanti generi musicali, dal pop al rock, alla modern ballad, senza mai perdersi in inutili virtuosismi e lasciando che, insieme alle
musiche, siano sempre funzionali alla storia.
L’allestimento scenico curato da Dario Matrone e l’uso delle luci di Alessandro Caso sono in stile post-industriale ed evocano da un lato i miti della filmografia, come Mad Max, dall’altro le più recenti rivisitazioni dei romanzi di fine ottocento, come lo Sherlock Holmes
di Guy Ritchie o la saga di Twilight.
La cura degli abiti e dei dettagli, ideati da Myriam Somma, tutti in stile ma perfettamente avulsi da qualsiasi periodo storico di riferimento, sono segno di una ricerca personale e innovativa che cerca di conformarsi allo scorrere della storia e del tempo.
L’opera è ambientata in un mondo distopico, fuori dagli scenari macabri dell’originale, dove lo sviluppo industriale e lo sfruttamento delle risorse energetiche hanno dato origine ad una misteriosa nebbia assassina che nasconde paure e inspiegabili morti. E’ un mondo senza futuro, invivibile e indesiderabile, dove l’interesse di pochi rende la vita di tutti oscura e difficile. Un mondo che non appartiene ad un’epoca storica precisa, potrebbe accadere nel passato ma anche nel presente. E’ uno spaccato della società e di tutte le sue componenti: politica, potere, sapere, in cui si alternano dubbi e certezze. Tutto lo spettacolo è un viaggio, oltre lo spazio e il tempo, nel dualismo dell’animo umano: bene e male, amore e morte, scienza e mistero, passione e successo personale. Ma chi realmeente Dracula? Chi rappresenta il bene e chi il male? Siamo davvero sicuri delle nostre certezze?

 

SINOSSI

Una strana nebbia attanaglia un piccolo paese a nord dell’Inghilterra in una morsa di paura a causa di inspiegabili morti e sparizioni. Il Prof Van Helsing (interpretato da Christian Ginepro – “Charlie e la fabbrica di cioccolato”, “Cabaret”, “A qualcuno piace caldo”, “Rocco Schiavone”), alchimista fiero e razionale da sempre alla ricerca di un nesso tra scienza e occulto, cerca un metodo logico per dare senso a tutti questi misteri. Sotto osservazione il paese di Whitby, luogo ameno e blindato in cui si muovono strani personaggi ma soprattutto il luogo in cui sorge la famosa raffineria industriale del misterioso magnate straniero, il Conte Vlad Tepes (interpretato da Francesco Antimiani – “Romeo e Giulietta”, “Otello l’ultimo Bacio”, “Jesus Christ Superstar”). Lui è il male ma è anche l’uomo che cerca l’amore in ogni modo e con tutti i mezzi possibili. Lui è l’uomo che perse la sua sposa nel passato a causa della sua assenza e, obbligato all’eternità, cerca nella società che lo circonda altre donne che possano colmare quel vuoto, destinandole ad una vita dannata e senza amore. In questo contesto si inserisce la figura della Contessa Justina (interpretata da Beatrice Baldaccini – “Pretty Woman”, “Balliamo sul Mondo”, “Grease”, “Pinocchio”, “All together now”), personaggio non presente nel racconto di Stoker, che apre e chiude lo spettacolo. Dal suo dolore di donna ferita nasce la storia. Una storia che racconta del suo incontro con il giovane giornalista Jonathan Harker (interpretato da Luca Giacomelli Ferrarini – “Romeo e Giulietta-Ama e cambia il mondo”, “West Side Story”, “Sweeney Todd”, “Fame”, “Cats”), che per brama di successo rischia di perdere l’amore della moglie Mina Murray (interpretata da Myriam Somma – “La Divina Commedia”, “Balliamo sul Mondo”, “Amalfi 839AD”, “Rebellion”), in cui Vlad rivede la reincarnazione della sua amata Elisabetta. L’ambizioso giornalista d’assalto, giunto alla fabbrica di Vlad Tapes deciso ad occuparsi del più grande scoop giornalistico della sua carriera, sparisce nel nulla e sulla sua scomparsa indagano il Dottor John Seward (interpretato da Paolo Gatti – “Un Medico in Famiglia 6”, “I Cesaroni 4”, “Siddharta”, “Canto di Natale”), e il suo collaboratore Strattford, (interpretato da Jacopo Siccardi – “Hair”, “A Christmas Carol”, “Murder Ballad”, “Amalfi 839AD”). Ma la storia racconta di un altro incredibile incontro, quello con l’inventore Renfield (interpretato da Antonio Melissa – “La Divina Commedia”, “Uomo tra gli uomini”, “Rosso Napoletano”, “Actor Dei”) un uomo che per raggiungere i suoi sogni professionali di scienziato abbandona la figlia Lucy Westenra, (interpretata da Valentina Naselli – “Jesus Christ Superstar”, “Mamma Mia”, “Sister Act”, “Murder Ballad”) e per questo cade nella solitudine e nella depressione. Un uomo dalla doppia personalità, la cui anima oscura, ombra ed ispirazione, è interpretata da Riccardo Sarti (“La Duchessa di Chicago”, “Artemisia”, “Al cavallino bianco”, “Titanic”). “Vlad Dracula” è arricchito anche da un ensemble di validissimi performers: Eleonora Esse (“Canto di Natale”, “Il Miracolo di Marcellino”), Giovanni De Filippi (“La Divina Commedia Opera Musical”, “Amalfi 839AD”, “Sanremo il Musical”), Giovanni Quaranta (“Rosso Napoletano”, “Amalfi 839AD”, “Rebellion”), Arianna Ricciardi e Cassandra Pepe. L’opera piacerà sicuramente agli appassionati del genere, ma ammicca anche a chi ama indagare, a chi ama capire e svelare piano piano i dettagli di un intrigo ricco di suspense, dove il tempo gioca un ruolo fondamentale ed esiste solo in relazione ad un luogo, ad una emozione ad un incontro.

NOTE DI REGIA

“Durante la prima pandemia decisi di rileggere dopo anni alcune opere. Tra questi attirò particolarmente la mia attenzione il noto romanzo epistolare Dracula, sia nella versione di Bram Stoker che in quella scandinava. Da questa esperienza letteraria e dalle sensazioni di angoscia che stavamo attraversando, è nata l’ispirazione per creare e raccontare una nuova storia sul vampiro più famoso del mondo: rivisitata, attualizzata e resa in forma di musical. Quello che stavo vivendo, le paure, le inquietudini, la rabbia, la solitudine che l’animo umano può provare in quello stato di difficoltà pandemica, hanno fatto emergere un senso di abbandono e allo stesso tempo una forza di reazione a quello che ci circondava. Così ho ripreso il testo originale, trovando tanti spunti ed elementi da approfondire, in particolare l’eterno scontro tra il bene e il male. Questo dualismo è l’anima della riscrittura del testo e della regia di Vlad Dracula, dove ogni personaggio è curato nei minimi particolari. Le loro anime si rivelano spesso contaminate, ambigue e impure pur presentando una loro fragilità di base. Su questo si gioca il grande scontro tra luce ed ombra, dove la magia, la scienza e soprattutto l’amore e la passione sono i veri protagonisti. Un altro grande tema che ho voluto affrontare è il rapporto tra l’uomo e il tempo. La sua relatività e variabilità, che rende ognuno di noi capace di allargare i momenti belli e stringere quelli brutti, e viceversa. Un modo per esorcizzare forse l’impossibilità che abbiamo di rallentarlo davvero. La mia speranza non è tanto di fornire risposte, ma piuttosto di far emergere domande tra gli spettatori. Il modo migliore per rendere un’opera allo stesso tempo spunto di riflessione, ma anche momento di divertimento e di puro intrattenimento”. Ario Avecone

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